Controllo familiare, struttura finanziaria
e
crescita delle imprese
Alessandro Fabbrini
- Giacinto Micucci* |
Banca d'Italia,
Ancona |
Il modello dell'impresa a controllo familiare
origina opinioni contrastanti: è un punto di forza perché fiducia
e altruismo tra i membri della famiglia/azienda attenuano il
classico problema di agenzia; frappone però un limite
allo sviluppo, ostacolando l'acquisizione di risorse finanziarie
e nuove capacità gestionali.
Un'Indagine della Banca d'Italia su 200 imprese marchigiane ha
consentito di valutare l'influenza del controllo familiare su performance,
struttura finanziaria e crescita. Non si sono trovate significative
differenze di profittabilità tra imprese familiari e non.
L'obiettivo del mantenimento familiare del controllo influenza,
invece, le scelte finanziarie dell'azienda, limitandone l'indebitamento
e ostacolando l'espansione in presenza di opportunità di
crescita.
Opinions in economic theory about the role
of family firms are divergent. Trust among family members may
mitigate agency pro-blems within the firm, but limit its growth
due to the lack of both financial and managerial resources.
In order to identify the existence of differences between family
and other privately owned industrial firms, we rely on a survey
car-ried out in 2002 by the Bank of Italy. No differences in profitabi-lity
are detected. However, family firms show a lesser leverage and
a slower growth. As their owners are concerned with maintaining
control, they are forced to give up some investment opportunities.
[JEL Code: D1, G32, L21, M13]
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*alessandro.fabbrini@bancaditalia.it ; giacinto.micucci@bancaditalia.it
Le opinioni espresse sono attribuibili agli autori e non impegnano l'Istituzione
di appartenenza. Gli autori desiderano ringraziare per gli utili suggerimenti
due anonimi referee della Rivista e i partecipanti al Seminario di Analisi economica
territoriale tenutosi presso il Servizio Studi della Banca d'Italia nel giugno
2003, in particolare Francesca Lotti.
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