Rischi dell'integrazione commerciale
cinese
per il modello di specializzazione
internazionale dell'Italia
Alessia Amighini |
Stefano Chiarlone * |
UNCTAD,
Ginevra |
UniCredit Banca d'Impresa,
Milano |
L'apertura commerciale della Cina — specializzata
negli stes si settori cosiddetti del Made in Italy — ha
suscitato crescenti preoccupazioni sul futuro del modello
di specializzazione dell'I talia. Questo articolo analizza le
importazioni dei paesi OCSE da Italia, Francia, Spagna e Cina
e mostra che la specializzazione cinese è effettivamente
molto simile a quella italiana a livello settoriale, ma
in molti casi non si verifica una effettiva sovrappo sizione
commerciale a livello di prodotto, in quanto le merci italiane
sono di qualità superiore a quelle cinesi. Tuttavia, tra
il 1991 e il 2002 la sovrapposizione commerciale è aumentata
e la percentuale di flussi commerciali in cui i manufatti
italiani hanno qualità superiore è diminuita, salvo
che per taluni settori tradizionali.
The increasing outward orientation of the Chinese economy — specialized
in the same sectors included in the "Made in Italy" — has
raised worries on the future of Italy's international specialization. This
paper analyses OECD imports from Italy, France, Spain and China
and shows that the Chinese specialization pattern is indeed similar
to the Italian one at a sectoral level, but for several products there
is no real competitive pressure from Chinese goods, Italian goods
being qualitatively better than the Chinese. However, between
1991 and 2002 not only did competitive pressures rise, but also
the percentage of trade flows where Italian goods are
of a higher quality level decreased, with the exception
of some traditional sectors [JEL Classification: F10, F14].
* Alessia.Amighini@unctad.org
* Stefano.Chiarlone@unicredit.it
Le opinioni espresse nel presente articolo sono esclusivamente degli Autori e non necessariamente riflettono le visioni di UNCTAD e di UniCredit Banca d'Impresa. |