Il presente lavoro analizza gli effetti di variazioni della base d’asta nelle gare per gli acquisti pubblici sulla partecipazione e il grado di competizione tra le imprese. L’obiettivo principale è riavvicinare l’analisi teorica sulle aste ad alcuni aspetti operativi che risultano rilevanti in particolare per una centrale di committenza nazionale. Il lavoro dimostra che, nel caso di gare al prezzo più basso, variazioni della base d’asta possono rendere incompatibili gli obiettivi di massimizzazione del risparmio e della partecipazione in gara, mentre in quello di gare all’offerta economicamente più vantaggiosa tali obiettivi possono non confliggere.
This paper analyzes the impact of the reserve price on participation and the degree of competition in competitive tenderingfor public contracts. Our approach aims at reconciling the most recent developments in auction theory with the more practicalissues arising in centralized public procurement. In lowest price competitive tendering, we argue that, by lowering the reserve price, a (national) central purchasing body may reduce the purchasing cost at the expense of participation. Instead, if the contract is awarded by means of a scoring auction, the objectives of participation and cost reduction do not necessarily conflict with each other.
[JEL Classification: H57]
Keywords: reserve price, public contracts, central purchasing body, scoring auctions
*gianluigi.albano@tesoro.it - R&D, Consip S.p.A.;
*dimitri@unisi.it -Facoltà di Economia, Università di Siena.
Gli Autori desiderano ringraziare F. Dini, M. Sparro e R. Zampino dell’Ufficio Studi di Consip S.p.A. e, in particolare, due referee anonimi della Rivista di Politica Economica per i numerosi e costruttivi suggerimenti.