Come salvare la pensione riformando il metodo di finanziamento dei sistemi previdenziali europei: il caso dell’Italia

Desideriamo chiarire subito che la nostra proposta non tende
a ridurre le pensioni, che rimangono intatte, ma a finanziarle razionalmente
attraverso investimenti in capitali. La nostra è una
riforma del finanziamento delle pensioni e non la riforma della
pensione.

Dopo aver brevemente analizzato perché il finanziamento della
ripartizione dei sistemi pensionistici pubblici, anche noto come
paygo, è inaffidabile e deve essere abbandonato al più presto, spiegheremo
che il miglior modo per rimpiazzarlo è un sistema pubblico
completamente finanziato della capitalizzazione (pilastro del
risparmio obbligatorio), costruito per garantire benefici reali definiti.
Tale sistema è l’alternativa più promettente dal punto di vista
della: (i) efficienza (costo ai partecipanti per unità di beneficio);
(ii) affidabilità (stabilità di contributi necessari a garantire i

benefici promessi in base a realistiche variazioni nei parametri
fondamentali); e (iii) massima certezza (sull’entità della pensione).
I motivi principali dell’inadeguatezza del paygo sono la crescita
dell’aspettativa di vita e la diminuita crescita economica, sia
demografica che della produttività. Queste tendenze stanno minando
la capacità dei sistemi, finanziati dalla ripartizione, a mantenere
i benefici promessi perché riducono il reddito, e quindi, i
contributi degli attivi in relazione alle pensioni maturate. In un
sistema a capitalizzazione, queste tendenze non causano problemi
perché le pensioni non sono pagate con i contributi degli attivi
ma con i capitali accumulati nel fondo pensione del nuovo sistema
a capitalizzazione.

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